11 settembre, la paura di ieri oggi e domani

11 settembre, la paura di ieri oggi e domani

Il terrrificante attentato alle Torri Gemelle delll’11 settembre ha segnato un grande sparti acque nei nostri cuori trovandoci ad affrontare paure passate e presenti

11 settembre:Al Quaeda tornerà a colpire”

11 settembre, la testimonianza

“È quando la torre è crollata che tutti insieme, come impazziti, abbiamo cominciato a correre verso nord. Io ho preso mia figlia Francesca per mano, l’ho stretta forte come non avevo mai fatto. Correre, scappare via per non essere travolti dai detriti: solo quello contava. Ma mentre scappavamo lontano dalla sua scuola — che è solo a 500 metri dalle Torri gemelle — insieme a quella marea di gente senza controllo continuavo a pensare che doveva esserci un errore, che quello che stavamo vivendo non poteva essere vero. In neanche mezz’ora, dalle 10.05 alle 10.28, sono crollate tutte e due le Torri, simbolo del centro finanziario di New York e sede di lavoro per 40 mila persone. Altri 345 mila vengono quaggiù tutte le mattine e si aggiungono alle decine di migliaia di newyorkesi che, come noi, hanno scelto di abitare in questa zona, fra il fiume Hudson (a ovest) e l’East River. La prima Torre, quella più a sud, l’ho vista incendiarsi mentre stavo ancora nel cortile di casa, il Gateway Plaza, a due passi. Ero scesa per strada poco dopo le 9 perché avevo sentito un botto assordante. Stavo leggendo il giornale nel mio appartamento, che è anche il mio ufficio. Sono corsa giù, dal quindicesimo piano, insieme a mio marito Glauco Maggi, giornalista della Stampa. E la scena che ci si è parata davanti ci ha tolto lil respiro: c’era un buco in ciascuna delle due Torri.”,scrisse sul Corriere della  Sera, Maria Teresa Cometto, Quando si è alzata l’enorme nuvola di polvere scura per il crollo della torre, la paura di essere colpiti dai detriti, di essere soffocati dalla polvere, di finire intrappolati ci ha come risvegliati ed è allora che abbiamo cominciato a correre. Tutti, verso nord, lungo la West End, la superstrada che costeggia l’Hudson, seguendo le indicazioni della polizia e dei vigili del fuoco che a centinaia presidiavano le strade e ci gridavano di muoverci”

AL Quaeda è ancora viva?

Dopo i fatti di Barcellona il mondo ha guardato ancora in faccia alla paura del terrorismo.” A ogni 11 settembre ci si chiede a che punto sia al Qaeda. Perso il fondatore, ha certamente ridotto la sua attività globale, ma non quella regionale. E molti osservatori ritengono che prima o poi tornerà a colpire in modo spettacolare in Occidente: affermazione basata sull’analisi del fenomeno, però anche «rituale», nel senso che costa poco mettere le mani avanti. Visto che prima dell’attacco all’America nel 2001 c’erano stati molti allarmi, ignorati e sottovalutati non per dolo – come sospettano i complottisti -, bensì per un clamoroso errore di valutazione”, fanno sapere sul Corriere della Sera, la verità è che la guerra in Afghanistan non è servita a nullla, Al Quaeda opera tranquillamente in paesi come Yemen e Siria. La spietata organizzazione terroristica avrebbe anche un nuovo capo Hamza bin Laden degno figlio di Osama. Anzi basti pensare che le modalità delll’attentato di Barcellona, seppur rivendicato dall’Isis ricordano molto quelle Quaidiste.