Abusa di una bambina di dieci anni in ambulanza: volontario della Croce Bianca arrestato a Milano

Abusa di una bambina di dieci anni in ambulanza: volontario della Croce Bianca arrestato a Milano

Intervenuto per soccorrere una bambina di 10 anni con la febbre molto alta, il volontario della Croce Bianca di Binasco avrebbe palpeggiato la piccola durante la corsa in ambulanza verso l’ospedale San Paolo

Condotto a San Vittore con l’accusa di violenza sessuale aggravata, un soccorritore cinquantenne della Croce Bianca di Binasco è stato arrestato lo scorso 13 dicembre. Intervenuto con i colleghi per soccorrere una bambina di dieci anni con la febbre molto alta, l’uomo avrebbe palpeggiato la piccola durante la corsa in ambulanza verso l’ospedale San Paolo, dove la mamma della ragazzina ha sporto denuncia ai carabinieri.

I palpeggiamenti durante il trasporto in ambulanza

Accusato di violenza sessuale aggravata, il cinquantenne di Lacchiarella è ritenuto responsabile di aver molestato una bambina di dieci anni, soccorsa in ambulanza per via di una febbre molto alta. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri del Nucleo Radiomobile di Milano, la donna avrebbe notato una carezza sospetta dell’uomo, scambiata per un innocente gesto d’affetto, già al momento del soccorso in casa. La donna ha poi raccontato che il soccorritore, approfittando della distrazione del collega impegnato a compilare dei moduli, avrebbe palpeggiato la bambina sul seno e nelle parti intime durante in viaggio in ambulanza, nascondendo il gesto con una cartellina di documenti. Giunta al San Paolo, la mamma della piccola avrebbe immediatamente avvertito i militari del Nucleo Radiomobile di Milano, intervenuti sul posto per altri motivi.

I colleghi del soccorritore

I colleghi del 50enne, volontario della Croce Bianca di Binasco, non credono a quanto accaduto. “Non può essere vero – spiegano i soccorritori– non può essere andata così. È una persona generosa, fa il volontario da vent’anni. E poi, fare una cosa così atroce su un’ambulanza, con lo spazio ristretto che c’è, con la madre lì e i colleghi: bisogna essere pazzi, e lui pazzo non lo è”. A difendere l’uomo, che dal carcere grida la propria innocenza, intervengono conoscenti e colleghi, che spiegano: “I suoi nipoti lo adorano, non è uno squilibrato, non è malato, non è mai accaduto nulla. La moglie sta ancora aspettando di poterlo vedere, anche la figlia. Una famiglia distrutta ma non è colpevole, non può esserlo”.

Photo Credits: www. responsabilecivile.it

  • paolo

    ….cos’è,una fake news?

    non credo possibile che un cinquantenne sposato,
    e scafato da anni di volontariato sulle ambulanze…
    faccia una cosa del genere,
    su una paziente che
    per quanto in stato febbrile…era comunque lucida,
    e aveva la madre al fianco.
    cosa dovrei pensare,che ha avuto un raptus (o qualcosa del genere) che lo ha sbroccato
    fino al punto di non poter resistere alla tentazione di toccarla?
    …cercando (a detta della madre)
    di nascondersi con la cartelletta dei documenti?
    è una cosa così improbabile…e così difficile da credere,da essere ridicola.

    quello che è MOLTO più probabile è che la donna abbia equivocato,
    oppure che sia così prevenuta verso gli uomini
    da vedere molestie anche in gesti compiuti normalmente,per controllare lo stato di salute della bambina.

    ma si sa che oggi a una donna basta accusare,per rovinare un uomo:
    e si sa anche,
    che da domani ci sarà un altro uomo,che si rifiuterà di entrare dentro un’ambulanza….
    o anche semplicemente dentro un ascensore,
    in compagnia di una donna.

    e tutte le istituzioni e i media sono complici,in questo schifo…