Amri- è polemica Germania-Italia

Amri- è polemica Germania-Italia

La Merkel punta il dito contro le autorità italiane ritenendole responsabili dell’arrivo di Amri , l’attentatore di Berlino, in Germania

Amri, il ministro della Giustizia Orlando: “I tedeschi dovrebbero avercela con loro stessi

Amri, le accuse delle Merkel

Anis Amri era l’attentatore, che dopo aver rubato un camion, compì una strage nel Mercato di Natale di Berlino. Il tunisino fu in seguito ucciso dalla polizia italiana a Sesto San Giovanni dopo un incredibile fuga dalla Germania. “La caccia ai terroristi nel sistema Schengen, come si è visto, funziona relativamente bene, come nel caso del responsabile di Breitscheidplatz. Ma abbiamo anche visto che c’erano buchi consistenti, quando l’attentatore è potuto arrivare dall’Italia alla Germania, ad esempio, e le iscrizioni nel registro Schengen sono avvenute troppo tardi”, ha dichiarato la cancelleria tedesca Angela Merkel puntando il dito contro il nostro paese a causa del periodo di detenzione che Amri aveva scontato in Sicilia

La difesa del Ministro Orlando

Il ministro della Giustizia Orlando ha immediatamente replicato alla Merkel. “Noi sosteniamo da tempo la necessità di una procura europea. Ogni paese pensa di poter fare meglio dell’altro, ma chi ci attacca, ci attacca come una cosa unica. Dell’Italia si possono dire molte cose, ma non ha mai negato le informazioni: preferiamo dare informazioni anche a chi non ce ne da”, ha dichiarato Orlando alla trasmissione Porta Porta. Le autorità italiane hanno sapere di aver iscritto Amri nella banca dati Schengen come elemento pericoloso e indesiderato sul territoritorio europeo già a giugno 2015. Inoltre a febbraio 2016 era sta fornita alla Germania una nutrita documentazione su quest’ultimo al momento della richiesta del tunisino di un permesso di soggiorno in terra tedesca. Questo scagionerebbe definitivamente l’Italia da ogni accusa . Resta invece da chiarire come mai le autorità tedesche avessero deciso, in base ad una presunta mancanza di prove, di sospendere la sorveglianza di Amri pochi mesi prima dell’attentato