Botulino nelle conserve: versano in gravi condizioni due studenti fuorisede a Perugia

Botulino nelle conserve: versano in gravi condizioni due studenti fuorisede a Perugia

Due studenti originari di Lecce e Viterbo versano in condizioni critiche a causa di una grave intossicazione alimentare da botulino

Sarebbero arrivati al pronto soccorso in preda a fortissimi dolori e con gravi problemi neurologici i due studenti fuorisede risultati positivi al test del botulino. Ricoverati in prognosi riservata, i due universitari originari di Lecce e Viterbo avrebbero consumato prodotti alimentari spediti dalle famiglie d’origine che, ignare di aver potuto involontariamente creare un simile danno ai propri cari, si sono precipitate a Perugia.

Botulino: un veleno a portata di vasetto

Veleno naturale potentissimo e molto pericoloso per l’uomo, il botulino può essere letale anche solo in piccole dosi ed è solito “nascondersi” dietro le apparentemente innocue conserve della nonna. Che si tratti di olive in salamoia, di sughi pronti o verdure sott’olio, le linee guida per la corretta preparazione delle conserve alimentari in ambito domestico sono ben chiare sul sito del ministero della Salute e andrebbero seguite alla lettera per evitare spiacevoli e pericolosi episodi di intossicazione. Sebbene gli episodi di avvelenamento siano piuttosto rari, in Italia si registrano mediamente 20 o 30 casi all’anno, cinque dei quali mortali.

Botulino: i sintomi

Portatrice di un’antica e radicata tradizione di conserve, l’Italia è il paese in cui l’intossicazione è più alta. Dal 1995 però, grazie al Centro di riferimento per il botulismo dell’Istituto superiore di sanità, il nostro Paese può vantare la migliore capacità diagnostica. Intervenire immediatamente con del siero antibotulinico, evitando quindi un arresto cardiaco e respiratorio, è essenziale per salvare la vita di chi viene colpito dal botulino. Essenziale per una tempestiva diagnosi è poi riconoscere i sintomi, che solitamente si manifestano dopo 12-48 ore dall’ingestione del cibo contaminato. Tra i sintomi più frequenti vi sono nausea, diarrea, spossatezza, bocca asciutta, difficoltà a mettere a fuoco e scarsa mobilità oculare, il tutto, contrariamente a quanto si possa pensare, in assenza di febbre.