Cattleya diventa inglese

Cattleya diventa inglese

La nota casa di produzione cinematografica Cattleya è stata acquistata dalla produzione inglese Itv studios che ne detiene le quote di maggioranza

Cattleya, Tozzi: “Nel weekend abbiamo chiuso l’operazione”

Cattleya diventa inglese

“Nel weekend abbiamo chiuso l’operazione. Itv investe in Cattleya perché crede nelle produzioni italiane”, con queste parole il ceo di Cattleya Riccardo Tozzi annuncia il passaggio della migliore casa di produzione italiana in mano inglese. “Faccio presente che la guida produttiva e creativa resterà in capo a noi, nucleo storico dei fondatori, per almeno cinque anni, ma anche oltre», ci tiene però a far sapere Tozzi , “sarà produzione made in Italy che si troverà spalancate le porte del mercato globale. E Itv, dal canto suo, potrà contare su una library crescente, con prodotti “prime”

La trasformazione

Questo passaggio di Cattleya era già stato annunciato con trattative con Vivendi e poi con Mediawan ma alla fine l’ha spuntata Itv che ora detiene il 51% di azioni della casa di produzione italiana il cui valore è stato stimato intorno ai 50 milioni di euro. Quale futuro ora?                                         La storia di questa casa di produzione italiana è cominciata nel 1997 e nel corso del suo sviluppo erano usciti da li film importanti come la Bestia nel cuore e i campioni di incassi Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord. Poi l’approccio con la tv con le grandi serie di Gomorra e Suburra. Serie che saranno anche nel futuro di Cattleya con la trasposizione del libro di Saviano ZeroZero e quello di Thomas de Quincey Suspiria De Profundis. Il ceo Tozzi ha rassicurato che l’attività principiale resterà incentrata in Italia. I partner di produzione resteranno sempre Sky, Rai e Netflix. Tutto dunque a gonfie scongiurando le ipotesi di problemi economici fatte dietro la vendita di Cattleya. “Assolutamente no. Siamo stati oggetto di offerte da parte del mercato. L’Italia è vista come un Paese capace di dare un contributo importante all’industria globale dei contenuti. È un’occasione da non sprecare, anche come sistema”,ha ribadito Tozzi