Centomila euro in tre anni: le spese di Luigi Di Maio

Centomila euro in tre anni: le spese di Luigi Di Maio

Un’altra polemica sollevata in direzione del vice presidente della Camera dei Deputati Luigi di Maio: le spese per circa centomila euro rimborsate, nel triennio, per l’attività politica  sul territorio

Centomila euro: “ Spese trasparenti”, sostiene Di Maio

Le spese per eventi sul territorio

Dopo le critiche subite per il caso Muraro e gli attacchi interni da parte dell’area “ortodossa” del Movimento 5 Stelle, un’altra polemica sembra sollevarsi contro Luigi Di Maio, premier in pectore del M5S. E’ la rendicontazione delle spese effettuate dallo stesso per lo svolgimento di eventi legati all’attività politica ad essere messa sotto la lente di ingrandimento. I dati vengono ripresi dal sito di Supernova, il libro a puntate di Marco Canestrari e Nicola Biondo che retoricamente hanno posto la domanda: – “Centomila euro di eventi sul territorio in tre anni? Ma quanto spende Luigi Di Maio?“. Domanda che ha fatto il giro del web soprattutto fra i parlamentari grillini ai quali incomincia a sorgere il dubbio che non sempre “l’uno vale uno”.

I costi sostenuti da altri parlamentari del M5S

Se si mettono a confronto le spese, sopportate dagli altri parlamentari pentastellati e rimborsate, si può notare che la cifra spesa da Di Maio per gli “eventi sul territorio”, però, fa riflettere. Dopo i 108.752 euro di Luigi Di Maio c’è Roberto Fico con 31.600 euro, il senatore Carlo Martelli con 28.484 euro, Carla Ruocco con 25mila, Barbara Lezzi con 22mila. Alessandro Di Battista poco più di 16mila euro. “Sono meno di tremila euro al mese, è normale per un parlamentare spendere per attività sul territorio“, si difende il vicepresidente della Camera

La politica ha un costo?

La polemica sui rimborsi paga uno dei cavalli di battaglia del M5S contro la casta che spande e spende per fare politica. Quindi, al di là della trasparenza, ossia se i centomila euro siano stati effettivamente spesi, si tratta di costi rimborsati che gravano comunque sulla collettività, sul contribuente. “Tutti quanti utilizziamo fondi per spostarci su territorio”, si difende ancora Luigi Di Maio. Ma le giustificazioni non sono servite ad attenuare la polemica. “Come fa Luigi Di Maio a parlare di risparmi, di lotta agli sprechi e di attività politica francescana se poi si fa rimborsare dalla Camera la bella cifra di 100mila euro per attività sul territorio?”, attacca Alessia Morani, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera . “Io non grido allo scandalo se il vicepresidente della Camera spende trentamila euro l’anno per fare attività politica», dice all’Espresso Giuditta Pini, deputata democratica : “Quello che mi piacerebbe è che si dicesse però una volta per tutte che la politica ha un costo e che non è vero che tutti la possono fare gratis o pagando di tasca loro, perché non tutti sono imprenditori o ricchi professionisti con una rendita“.