Donna trovata morta in un sottopasso a Roma. La Polizia: “Assalto brutale”

Donna trovata morta in un sottopasso a Roma. La Polizia: “Assalto brutale”

Era nuda e con una profonda ferita alla testa la donna trovata morta in un sottopasso di fronte al Policlico Umberto I a Roma

Il corpo di una donna di colore dell’appartente età di 40 anni anni è stato ritrovato nell’ansa di un sottopasso adibito a via di fuga di fronte al Policlinico Umberto I, all’altezza di piazza della Croce Rossa a Roma. La donna trovata morta presentava una ferita di arma da taglio alla testa e giaceva seminuda nel sottopasso, spesso utilizzato come riparo per la notte da diversi clochard della Capitale. Sul posto sono immediatamente intervenuti gli agenti della Polizia di Stato del commissariato Porta Pia, della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica insieme al personale medico del 118.

Il riconoscimento

A permettere il riconoscimento della donna trovata morta nel sottopasso Ignazio Guidi a Porta Pia sarebbe stata un’amica della vittima, chiamata a testimoniare dal commissariato di polizia. Decisivi gli stivali bianchi ai piedi del cadavere: “Sono quelli di Norma“, avrebbe detto ieri agli investigatori la donna interrogata. La vittima sarebbe quindi Norma Moreira De Silva, una brasiliana di 49 anni da tempo residente a Roma. Ufficialmente senza fissa dimora, la donna avrebbe qualche precedente  risalente al 2009 per immigrazione clandestina e sfruttamento della prostituzione. Che si tratti di un omicidio per punizione o per vendetta, in attesa dell’autopsia non è da escludere che la donna sia stata stuprata prima di essere uccisa.

Le indagini

La donna trovata morta nel sottopasso era nuda, supina, e indossava una maglia bianca alzata fino al collo. Uccisa da una profonda ferita alla testa, Norma Moreira De Silva ha subito quello che gli investigatori hanno definito un “assalto brutale“.  A ritrovare il corpo della vittima, morta da ore, è stato un operaio della Multiservizi incaricato di pulire le scale. Le indagini, per nulla semplici, si concentrano ora sul giro di conoscenze della vittima a partire dai contatti rinvenuti sul telefonino e dalle persone che erano solite darle ospitalità.

Photo Credits: www.roma.corriere.it