I sintomi dell’amore, cosa succede al nostro corpo quando ci innamoriamo

I sintomi dell’amore, cosa succede al nostro corpo quando ci innamoriamo

Testa tra le nuvole? Insonnia? Stomaco in subbuglio e capogiro? Niente paura, sono i sintomi dell’amore. Nel momento dell’innamoramento si attiva una vera e propria tempesta di ormoni, neurotrasmettitori e sostanze chimiche, in grado di farci percepire intense sensazioni fisiche

A giudicare dai sintomi dell’amore, questo strano sentimento sembrerebbe una spaventosa malattia: insonnia, inappetenza, somaco in subbuglio, capogiro, mani sudate e scarsa salivazione. L’innamoramento, o meglio, la tempesta chimica che ci travolge quando ci innamoriamo ha tantissime conseguenze sul nostro corpo.L’innamoramento porta con sé, insieme a una tempesta ormonale e a piacevoli sensazioni, moltissimi aspetti positivi per la nostra psiche. Quando siamo innamorati, infatti, ci sentiamo al sicuro, soddisfatti, orgogliosi della nostra capacità di creare un rapporto con l’altro. Diveniamo fiduciosi e anche i livelli di autostima subiscono una notevole impennata.

I sintomi dell’amore, la chimica dell’innamoramento

Analizzare l’amore dal punto di vista scientifico ci trascina nel campo della chimica.  Sono infatti la dopamina, la norepinefrina e la feniletamina le sostanze che si attivano in seguito ai comandi cerebrali innestati dalle sensazioni visive e uditive che scatena la persona amata. Durante la fase dell’innamoramento, infatti, i livelli di serotonina in corcolazione sono simili a quelli presenti in un paziente ossessivo-compulsivo. Drogati d’amore? Certamente! Moltissime sostanze prodotte dal nostro corpo in fase di innamoramento scatenano sensazioni paragonabili e quelle ottenute in seguito all’assunzione di piccole quantità di droghe come la cocaina o le anfetamine. Negli innamorati assistiamo inoltre all’innalzamento dei livelli di neurotrofina, preziosa sostanza in grado di rigenerare i neuroni. Con il passare del tempo , norepinefrina e feniletamina passano il testimone all’ossitocina, ormone dell’amore e del buon umore alla base della fondamentale fase di attaccamento e di legami forti come quello tra madre e figlio. Questo passaggio implica la diminuzione della passione iniziale e l’instaurarsi di un rapporto più profondo e stabile. Il corpo comincia quindi a produrre endorfine, molecole ad alto potere rilassante che trasformano l’amore in attaccamento.

I sintomi dell’amore, una questione di…cervello

Nel processo di innamoramento sono coinvolte ben 12 aree del cervello, che producono diverse sostanze i cui effetti sono molto simili a quelli da droghe ed esperienze estreme. Ruolo principale in tutto il processo che governa le emozioni ha il sistema limbico che fa parte del Sistema Nervoso Autonomo, che agisce indipendentemente dalla nostra volontà. Sono le strutture limbiche a generare sentimenti di piacere e desiderio e tutte le amozioni che aumentano la passione sessuale. Compito della Neocorteccia è poi quello di creare un legame affettivo (come quello tra madre e figlio). L’Amigdala è invece la zona preposta alla specializzazione delle emozioni. Costituisce una sorta di archivio della memoria emozionale ed è depositaria del significato degli eventi amorosi e di attaccamento. Grazie all’Ippocampo, poi, riusciamo a riconoscere il volto della persona amata, al quale l’Amigdala associa un significato emotivo. Quando uno stimolo arriva all’Amigdala, si dà il via alla produzione degli ormoni del piacere che circolano per il nostro corpo e vanno a scatenare i sintomi dell’amore.

I sintomi dell’amore, le fasi dell’amore

L’innamoramento indica la fase iniziale di un processo che, se non interrotto da incompatibilità caratteriali o ostacoli di altro tipo, può sfociare nell’amore.  L’amore, fase più duratura e meno intensa, comprende tanti nuovi elementi come la condivisione di interessi e obiettivi comuni, la percezione più reale del proprio partner e un forte senso di attaccamento. La fase che dà inizio all’innamoramento è la fase del desiderio. In questo momento gli estrogeni e il testosterone stimolano i centri cerebrali capaci di tradurre un desiderio erotico in una risposta fisica. Arriviamo quindi alla fase dell’attrazione. In questo momento superiamo il desiderio, ci innamoriamo dell’altro ed è qui che entrano in gioco adrenalina, dopamina e serotonina.  La fase dell’innamoramento è piuttosto breve e può durare al massimo qualche mese, per lasciare spazio alla terza fase. La fase dell’attaccamento, più duratura e stabile, costituisce il momento in cui si stabilizza il legame di coppia, capace di durare tanto a lungo da far vivere gli innamorati insieme anche tutta la vita.