Il condominio – Arresti domiciliari

Il condominio – Arresti domiciliari

Anche restando nel condominio si violano gli arresti domiciliari

Arresti domiciliari: beccato vicino alla porta di casa mentre recuperava l’animale domestico in fuga. Anche se nel condominio è evasione.“Il reato di evasione nell’ipotesi di arresti presso il domicilio sussiste in tutti i casi di allontanamento dalla pertinenza esclusiva della persona sottoposta alla misura, ed include nella sua modalità attuativa anche la presenza nei luoghi condominiali”. Così la Corte di Cassazione, con sentenza n. 49794 del 28 novembre 2014, ha confermato la condanna di un soggetto imputato del reato di evasione per essersi allontanato da casa al fine di recuperare l’animale domestico in fuga in compagnia di un Arresti domiciliaricugino. Concordando con la sentenza del Tribunale di Roma che – in parziale accoglimento del riesame proposto dalla difesa, avverso il provvedimento del Gip che aveva applicato la custodia cautelare in carcere per il reato di evasione – disponeva nei confronti dell’imputato la misura degli arresti domiciliari, con limitazioni di contatti con persone diverse dal nucleo di familiari conviventi, la Corte ha infatti considerato infondate le doglianze dell’imputato. Ai fini dell’integrazione del reato de quo, infatti, è sufficiente, ha affermato la Corte, ribadendo l’indirizzo consolidato della giurisprudenza, che l’imputato si sia allontanato dall’abitazione, a nulla rilevando, la sua permanenza nei luoghi condominiali e, in particolare, la “minima distanza spaziale intercorrente tra la porta dell’abitazione dell’interessato e il luogo ove questo venne sorpreso in compagnia del cugino. Né, altresì, al fine dell’esclusione della gravità indiziaria del reato, può avere rilievo”, ha concluso la sesta sezione penale rigettando il ricorso, “la considerazione dell’accidentalità dell’uscita dall’abitazione, secondo la difesa causata dalla fuga dell’animale domestico”.

Fatto
1. Con ordinanza del 19/05/2014 il Tribunale di Roma ha accolto parzialmente il riesame proposto dalla difesa di S.N. avverso il provvedimento del Gip di quella città del 29/04/2014 che ha applicato nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere in relazione al reato di evasione ed ha disposto la misura degli arresti domiciliari, con limitazioni di contatti con persone diverse dal nucleo dei familiari conviventi.
2. La difesa di S.N. nel suo ricorso deduce violazione di legge e vizio di motivazione, nella parte in cui il provvedimento ha del tutto omesso l’analisi delle allegazioni difensive, con particolare riferimento alla minima distanza spaziale intercorrente tra la porta dell’abitazione dell’interessato e il luogo ove questo venne sorpreso in compagnia del cugino, elementi tutti che consentono di escludere la gravità indiziaria reato ritenuto.
Considerato in diritto
1. Il ricorso è infondato.
2. L’impugnazione proposta denuncia la mancata confutazione da parte del Tribunale della dedotta assenza di gravità indiziaria nella condotta tenuta dal ricorrente, che riguarda però un elemento di fatto già chiarito dal primo giudice, la cui ulteriore specificazione, secondo quanto illustrato dalla difesa, risulta irrilevante al fine di escludere la sussistenza di indizi sulla condotta illecita.
Deve, invero, ricordarsi che il reato di evasione nell’ipotesi di arresti domiciliari sussiste in tutti i casi di allontanamento dalla pertinenza esclusiva della persona sottososta alla misura, ed include nella sua modalità attuativa anche la presenza nei luoghi condominiali (per decisione in caso del tutto identico a quello esaminato v. Sez. 6, Sentenza n. 5770 del 10/02/1995 imp. Chimenti, Rv. 201670).
L’interpretazione richiamata risulta del tutto consolidata e pacifica (da ultimo Sez. 6, Sentenza n. 3212 del 18/12/2007- dep. 21/01/2008, imp. Perrone, Rv. 238413), sicché la mancata confutazione specifica dell’osservazione opposta formulata dalla difesa non risulta rilevante, poiché il provvedimento, sia pure in maniera concisa, ha dato conto di tale irrilevanza al fine di escludere la gravità indiziaria del reato contestato.
Né a diversa conclusione il giudicante poteva giungere per la considerazione dell’accidentalità dell’uscita dall’abitazione, secondo la difesa causata dalla fuga dell’animale domestico, poiché sul punto il riesame riproponeva elementi di fatto la cui consistenza era già stata esclusa nella loro oggettività dal giudice che ha applicato la misura, e risultano contestati con la riproposizione delle medesime considerazioni di fatto.
3. Esclusa la dedotta carenza motivazionale deve giungersi al rigetto del ricorso, ed alla conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali, in applicazione dell’art. 616 cod. proc. pen.
P.Q.M. Rigetta il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali.