Ucciso in Catalogna il killer di Barcellona: localizzato grazie alla segnalazione di una cittadina

Ucciso in Catalogna il killer di Barcellona: localizzato grazie alla segnalazione di una cittadina

Il killer di Barcellona, Younes Abouyaaqoub, è stato ucciso dalla polizia in Catalogna. Riconosciuto da una cittadina, il giovane ha urlato “Allah akbar” prima di morire

Verso le tre del pomeriggio di ieri, nei pressi di una villetta di campagna a Sant Sadurnì, 50 chilometri a nord-ovest di Barcellona, una donna vede un uomo che s’avvicina alla sua casa. Da lontano chiede cosa stia cercando ma l’uomo si blocca e, senza rispondere, comincia a correre. La sagoma del giovane scompare tra i filari di un vigneto e la donna chiama immediatamente la polizia. “Ha una maglietta, e sopra una camicia. Ma oggi ci sono 30 gradi… È strano”, spiega la testimone al telefono con un poliziotto. Insiste: “Guardi, somiglia davvero tanto a quel ragazzo”. Solo un’ora e mezza dopo gli agenti intimano l’alt a Younes Abouyaaqoub, marocchino di 22 anni, ma il killer di Barcellona scopre una finta cintura esplosiva ed urla: “Allah Akbar”. A quel punto gli agenti, a una decina di metri di distanza dal terrorista, sparano.

Ucciso in Catalogna il killer di Barcellona: la fuga

L’uomo che ha massacrato 13 persone lanciandosi con un furgone sulla Rambla di Barcellona si è dato alla fuga per quattro giorni senza riuscire a fare molta strada. L’ipotesi più probabile è che non sia riuscito a trovare un’auto e che, evitando i mezzi pubblici, si sia spostato a piedi in zone rurali, soprattutto di notte. Individuato dagli agenti e ucciso, l’attentatore indossava una finta cintura esplosiva. Houssaine, il fratello del terrorista, è morto allo stesso modo solo quattro giorni fa: al grido di “Allah akbar”, coltello in mano, è stato colpito a morte dai Mossos dopo che con altri quattro del gruppo cercava di avventarsi contro i passanti sul lungomare di Cambrils.

Ucciso in Catalogna il killer di Barcellona: l’attentato

Il terribile attentato ha avuto luogo nel pomeriggio del 17 agosto. Abouyaaqoub si lancia sulla folla a bordo di un furgone, seminando morte sulla Rambla di Barcellona. Il mezzo di ferma dopo 600 metri e il terrorista, approfittando della confusione, fugge tra i banchi della Boqueria. Pantaloni scuri, occhiali e polo a righe, il giovane si allontana ma viene inquadrato da alcune telecamere. Intorno alle 18:15, nei pressi della zona universitaria, Incontra Perez, che è appena salito sulla sua Ford Focus bianca, di ritorno dal lavoro. Il killer di Barcellona accoltella l’uomo e si mette alla guida dell’auto che abbandonerà poi fuori città.