Lazio- grande blitz antiterrorismo. Arrestato un tunisino

Lazio- grande blitz antiterrorismo. Arrestato un tunisino

Arrestato un tunisino nel Lazio con l’accusa di terrorismo. Perquisizioni in corso tutta la regione contro l’estremismo islamico

Lazio , gli inquirenti: “l’uomo apparteneva a Ansar Al-Sharia

Il blitz antiterrorismo

Nell’ambito dell’operazione denominata Black Flag, è stato arrestato nel Lazio un tunisino con l’accusa di far parte di Ansar Al- Sharia, organizzione terroristica vicina a l’Isis. L’uomo era già noto alle forze dell’ordine sin da quando era arrivato in Italia perché accusato di traffico di stupefacenti. Una volta condannato, aveva cambiato sei istuti di pena a causa del suo radicalismo islamico. “ Ripeteva sempre non vi è Dio oltre Dio e picchiava tutti i detenuti non mussulmani perché infedeli”, fanno sapere dalla Questura di Roma durante una conferenza stampa sull’accaduto. Anzi la polizia carceraria italiana considerava l’arrestato un vero e proprio leader radicale che in carcere cercava di fare proseliti. “Diceva a tutti che una volta uscito sarebbe andato con la famiglia in Siria a combattere”, fanno sapere dall’istituto di pena dove era rinchiuso

L’operazione Black Flag

Gli inquirenti hanno denominato Black Flag l’operazione antiterrorismo tutt’ora in corso a causa della bandiera nera con i simboli di  Ansar Al-Sharia rinvenuta a casa dell’arrestato insieme ad un passa montagna ed alcune cinghie che farebbero pensare ad una sua attività  di rapinatore. In corso numerose perquisizioni in tutto il Lazio contro i contatti del presento terrorista che, secondo la questura di Roma, arriverebbero fino in Libia. “Nessun rapporto con Anis Amri”, sottolineano gli inquirenti. Il tunisino arrestato non conosceva l’attentatore di Berlino e secondo gli investigatori apparterrebbe a tutt’altra realtà radicale.

Il rischio terrorismo

L’operazione che si sta conducendo nel Lazio metterebbe in evidenze come, almeno in Italia, non ci sia una rete islamica unita ma una serie di realtà frammentate.” Siamo sempre in allerta due”, hanno fatto sapere gli inquirenti confermando le parole del capo della polizia Gabrielli che aveva già parlato di rischio attentati in Italia.