Trovato il corpo di Marilena Rosa Re: un amico di famiglia l’avrebbe uccisa per denaro

Trovato il corpo di Marilena Rosa Re: un amico di famiglia l’avrebbe uccisa per denaro

E’ stato trovato questa mattina il corpo di Marilena Rosa Re, la promoter 58enne di Castellanza scomparsa lo scorso 30 luglio

Rinvenuto in una zona boschiva nei pressi della stazione Serenella di Garbagnate Milanese, il corpo di Marilena Rosa Re è stato trovato vicino all’orto di Vito Clericò, il vicino di casa e amico di famiglia della donna fermato dai carabinieri con l’accusa di omicidio e occultamento di cadavere. Le ricerche, condotte dai Ris di Parma e concentrate nell’orto e nella villetta di Via Livorno, sarebbero scattate in seguito alle numerose incongruenze nel racconto dell’uomo, inizialmente ascoltato come persona informata sui fatti.

Trovato il corpo di Marilena Rosa Re: le indagini

Giunti a Vito Clericò dopo aver preso in esame la rete di conoscenze di Marilena Rosa Re, i militari del nucleo investigativo di Varese e della compagnia di Busto Arsizio hanno ascoltato la versione dell’uomo. Il 65enne avrebbe riferito alle forze dell’ordine di aver ricevuto una chiamata da Marilena che gli aveva chiesto di essere accompagnata in stazione. Secondo quanto emerso dalle indagini, però, l’uomo non avrebbe mai percorso quel tragitto dal momento che il suo cellulare non avrebbe agganciato nessuna cella telefonica della zona e nessuna telecamera di sorveglianza presente nei paraggi lo avrebbe immortalato durante il suo passaggio. A incastrare Clericò anche una chiamata verso il cellulare della donna e una vistosa macchia di sangue su un paio di pantaloni. Quello che a dire dell’uomo sarebbe stato sangue appartenente a un coniglio, infatti, è risultato riconducibile, con una compatibilità prossima al 100%, al sangue della donna.

Trovato il corpo di Marilena Rosa Re: il movente

Conoscevo di vista l’uomo che è stato fermato ma mio papà lo frequentava, hanno fatto anche la salsa insieme“, racconta il figlio della donna. Non uno sconosciuto, quindi, ma una figura amica quella del vicino di casa che si è trasformato in aguzzino. Pare che la donna si fidasse di lui al punto di consegnargli, quando viveva ancora a Garbagnate Milanese, la cifra di 90mila euro in contanti perché la custodisse. Si celerebbe un movente economico quindi dietro l’omicidio della promoter che, per evitare che il Fisco pignorasse i suoi risparmi in seguito a un debito di 80mila euro, aveva affidato una cospicua cifra alla famiglia dell’uomo che però aveva speso tutto per pagare spese e bollette.

Photo Credits: www.ilgiorno.it