Menu truffa a Venezia: un gruppo di studenti giapponesi paga mille euro per quattro bistecche e una frittura mista

Menu truffa a Venezia: un gruppo di studenti giapponesi paga mille euro per quattro bistecche e una frittura mista

Dopo aver pagato 1.100 euro per quattro bistecche e una frittura mista in un’osteria a Venezia, un gruppo di studenti giapponesi ha deciso di denunciare l’accaduto alla Questura di Bologna, presentando lo scontrino della carta di credito come prova

Un conto di mille euro per quattro bistecche e una frittura mista: viene da Venezia l’assurdo episodio che ha coinvolto quattro studenti giapponesi truffati in un’osteria di calle dei Fabbri. A denunciare l’accaduto sono stati gli stessi studenti che, convinti di aver pagato troppo rispetto alla quantità e alla qualità del cibo consumato, si sono recati alla Questura di Bologna per sporgere denuncia. Secondo quanto spiegato dalla comitiva di vacanzieri, anche altri tre ragazzi del gruppo avrebbero deciso di pranzare in un’altra osteria, pagando tre piatti di pasta al pesce la spropositata cifra di 350 euro.

La denuncia del Gruppo 25 Aprile

A denunciare la truffa è stata la piattaforma civica “Gruppo 25 Aprile“, che ha reso noto l’assurdo episodio attraverso il portavoce Marco Gasparinetti. Mentre il gruppo pubblicherà su Facebook un decalogo anti-truffe, un’associazione di veneziani sta studiando un vero e proprio bollino che metta in guardia i turisti dai  menu truffa, indicando i locali nei quali i vacanzieri potranno godersi la tradizione culinaria locale senza rischiare di incorrere in conti spropositati.

Mangiare a Venezia

Secondo quanto spiegato da Gasparinetti: “ Nell’area marciana, il quadrilatero attorno a Piazza San Marco, solo l’1% dei ristoranti è ancora nelle mani di imprenditori locali, una percentuale che sale al 50% nell’intero centro storico. La gran parte dei locali è passata di mano all’imprenditoria cinese, albanese e mediorientale”. Informato dalla guida turistica che ha accompagnava i giovani partiti da Bologna, città nella quale studiano, il portavoce del “Gruppo 25 Aprile” ha dichiarato: “I sette ragazzi hanno pagato con carta di credito e hanno presentato prova di quanto accaduto“.