Milano, l’aggressore delle stazione centrale accusato di terrorismo

Milano, l’aggressore delle stazione centrale accusato di terrorismo

Ismail Tommaso Hosni,l’aggressore di Milano era radicalizzato. Sul suo profilo facebook scoperti post sull’Isis

Milano, Hosni si era autoarruolato nel califfato

Chi è Hosni?

Dopo l’aggressione alla stazione Centrale di Milano in cui erano rimasti feriti due militari ed un agente della polfer,  era stata scartata inizialmente l’ipotesi terrorismo. Hosni, l’aggressore, è un cittadino italiano di origini tunisine e anche per questo non è stato sospettato subito ma visto dalle autorità come un semplice reietto. Poi l’increbile scoperta sul suo profilo facebook e le accuse di terrorismo. Hosni aveva pubblicato infatti una serie di post inneggianti all’Isis. “É il più bell’inno dell’Isis che abbia mai sentito”, commenta Hosni a proposito del video su una marcia dello stato islamico pubblicato su youtube e poi postato dall’italo-tunisino su facebook. Dai suoi commenti inoltre gli investigatori hanno dedotto che non si tratta di semplici apprezzamenti. Hosni si era auto arruolato nello Stato Islamico e cercava di fare proseliti attraverso i social

La solitudine dei terroristi

“Sono solo e abbandonato“, ha detto Hosni dopo l’arresto. Parole che rimandano con la memoria , a Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, l’attentatore reietto di Nizza.  Con l’arresto di Hosni c ‘è da fare infatti una considerazione. Le persone che molto spesso finiscono sedotte dal terrorismo islamico e usate come lupi solitari per attentati sono persone fragili, sole e abbandonate  e per questo facilmente  manovrabili. Un segnale allarmante di questa è senza dubbio la brutale reazione al controllo di Hosni che era armato di due lunghi coltelli. L’arrestato inoltre è un cittadino italiano a tutti gli effetti cosi come il capo dei terroristi del Bataclan era un cittadino francese.  Questo da un lato  ha evitato polemiche gravi e xenofobe che non sarebbero mancate se Hosni fosse stato un migrante. Dall’altro pone all’ordine del giorno il problema della radicalizzazione  degli immigrati di secondo grado