Lanciate due molotov nell’abitazione dell’assassino di Noemi Durini: il giovane ha agito con premeditazione e crudeltà

Lanciate due molotov nell’abitazione dell’assassino di Noemi Durini: il giovane ha agito con premeditazione e crudeltà

Due ordigni rudimentali, costruiti utilizzando bottiglie incendiarie, sono stati lanciati nella notte tra venerdì e sabato contro l’abitazione dell’assassino di Noemi Durini

Non sarebbero esplose perché non accese le due rudimentali molotov lanciate nella notte tra venerdì e sabato contro l’abitazione dell’assassino di Noemi Durini. Nei pressi della casa della famiglia dove il giovane viveva con i genitori e i fratelli, a Montesardo, una frazione di Alessano, Umberto Durini, il padre della vittima, era accorso a urlare la propria rabbia, accusando il padre del ragazzo di essere l’assassino di sua figlia. “Il ragazzo lo sta coprendo“, avrebbe dichiarato l’uomo, lanciando di fatto una durissima accusa che potrebbe essere a breve raccolta come testimonianza dalla Procura di Lecce.

La morte di Noemi Durini: le accuse della famiglia della ragazza

Ad Alessano, paese del reo confesso accusato di aver ucciso la fidanzata sedicenne Noemi Durini, cresce la tensione e le case delle due famiglie sono piantonate. Nonostante le pesanti accuse della famiglia di Noemi contro il padre del ragazzo, indagato solo per occultamento di cadavere, al momento l’unico responsabile dell’omicidio sembrerebbe essere il giovane fidanzato, indagato per omicidio premeditato aggravato dai futili motivi e dalla crudeltà. L’ipotesi che l’uomo abbia aiutato il figlio a disfarsi del corpo della vittima non coincide poi con la confessione del giovane, che ha spiegato agli inquirenti di aver ucciso la giovane con una pietra e con un coltello nella campagna dove poi il corpo è stato ritrovato. Quel che è certo è che le tensioni all’interno della famiglia dell’omicida vengono confermate da una lettera, ritrovata nel computer della vittima e spedita dal fidanzato il 30 agosto scorso, solo quattro giorni prima dell’omicidio.”Mio padre mi diceva di lasciarla stare – si legge in alcuni passaggi dello scritto del ragazzo– Mi stavo cominciando a stressare perché una cosa quando è mia, io la voglio mia per sempre a tutti i costi. Iniziarono i problemi seri con mio padre e mia madre che mi portarono all’esaurimento nervoso. Una sera furono talmente tante le lamentele dei miei che io cominciai a ribellarmi scatenando tutta la rabbia che avevo verso di loro. Quella sera volarono forti manate tra me e mio padre, talmente tante che io svenni e loro chiamarono il 118. Passata la settimana del Tso convinsi mio padre e mia padre che l’avrei eliminata per sempre dalla mia testa e così non fu. Io la amo ancora – si conclude la lettera – e non la tradirò mai, per potermela tenere stretta e più in là sposarmela“.

La morte di Noemi Durini: la premeditazione e la crudeltà

Un omicidio premeditato, aggravato dalla crudeltà dai futili motivi, ecco quanto contestato dalla procura dei minorenni di Lecce al giovane fidanzato di Noemi Durini nel decreto di fermo. Il ragazzo quindi, reo confesso dell’omicidio della giovane di Specchia, non avrebbe agito d’impeto come vorrebbe far intendere, ma con una volontà omicidiaria studiata e pianificata nei minimi dettagli.

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