Ospedale di Saronno, arrestati medico e infermiera

Ospedale di Saronno, arrestati medico e infermiera

Un medico anestesista e un infermiera dell’ospedale di Saronno sono stati arrestati con l’accusa di omicidio volontario di alcuni malati. Uno è il marito di lei

Ospedale: “Sono l’angelo della morte”, si vantava il medico.

Angeli e Demoni

Angeli è demoni”è il nome data all’operazione dei Carabinieri su impulso della Procura di Busto Arsizio e iniziata a seguito della denuncia di un’infermiera dell’ospedale di Saronno. Nel corso dell’indagine, grazie alle intercettazioni, alle testimonianze e alla consulenza di un collegio medico-legale, è emerso che negli anni 2012 e 2013 il medico anestesista Leonardo Cazzaniga, all’epoca in servizio al Pronto Soccorso, avrebbe causato la morte di 4 pazienti anziani. Secondo gli inquirenti, “Si trattava di persone anziane e malate alle quali il medico aveva somministrato dosi letali di farmaci per via endovenosa, in sovradosaggio e in rapida successione tra di loro. Tra questi morfina, clorpromazina”. Non solo, l’anestesista è risultato essere anche l’amante di Laura Taroni, infermiera in servizio nello stesso reparto. Entrambi sono accusati del presunto omicidio del giovane marito di lei, “somministrandogli per un lungo periodo farmaci” che erano “assolutamente incongrui rispetto alle sue reali condizioni di salute“. L’uomo è deceduto a casa sua il 30 giugno 2013. Dopo le morti di 13 pazienti dellospedale di Piombino adesso un altro caso di mala sanità.

Il “protocollo Cazzaniga” in ospedale

L’anestesista Leonardo Cazzaniga, si sarebbe reso responsabile di aver inventato un suo metodo clinico, che egli stesso aveva chiamato “protocollo Cazzaniga“. Esso consisteva nel somministrare, “per via endovenosa, in sovra dosaggio e in rapida successione“, ad alcuni malati terminali arrivati al Pronto Soccorso, dosi mortali di farmaci. Le 4 morti sospette sarebbero avvenute tra febbraio 2012 e giugno 2013.   Ci sarebbe qualche  altro caso in esame, ma la consulenza medica ritiene che  “non è stato possibile escludere che il paziente, tenuto conto delle sue condizioni, sarebbe morto comunque“. Per i 5 pazienti,  si parla di prescrizione di farmaci con un evidente nesso “di causalità tra la somministrazione e la morte” accertato “con elevata gravità indiziaria“. Le testimonianze di medici e infermieri dell’ospedale hanno confermato che quello adottato dal medico incriminato “non è un protocollo aziendale, ma consisterebbe nella somministrazione di sedativi e anestetici, singolarmente o in associazione tra loro, decisa da Cazzaniga”.