Pensioni: dal 2018 aumenti fino a 260 euro, ma non per tutti

Pensioni: dal 2018 aumenti fino a 260 euro, ma non per tutti

Dopo due anni di blocco, dal 2018 le pensioni torneranno a crescere sino ad un massimo di 260 euro. Ma gli aumenti non saranno uguali per tutti: ecco come calcolarli

A partire da gennaio 2018 le pensioni torneranno a crescere. La conferma arriva dal MISE che, dopo due anni di blocco, fissa con un decreto il tasso di rivalutazione automatica degli assegni Inps. Le pensioni saranno, dunque, modificate per adeguarsi al tasso di inflazione stimato dall’Istat nei primi nove mesi dell’anno corrente. In parole povere, dal 2018 il valore degli assegni pensionistici crescerà in modo da compensare la perdita di potere d’acquisto registrata nel 2017. In particolare, il tasso di rivalutazione è stato fissato all’1,1% che comporterà un aumento delle pensioni sino ad un tetto massimo di 260 euro l’anno.

Pensioni in aumento da gennaio, ma di quanto cresceranno?

Nonostante la crescita prevista delle pensioni, non tutti potranno beneficiare a pieno dell’aumento. Nel 2018 resterà, infatti, in vigore il meccanismo di rivalutazione previsto dalla legge 147/2013, poi prorogato dalla legge 208/2015. A godere a pieno titolo dell’aumento dell’1,1% pieno saranno infatti tutti quegli assegni di importo sino a tre volte superiore il trattamento minimo corrisposto dall’Inps. Chiunque percepisca attualmente una pensione minima riceverà un aumento di 72 euro l’anno, che diventano 143 per chi incassa 13mila euro annui, per arrivare ad un massimo compreso tra i 200 e i 260 euro per chi riscuote una mensilità tra i 1500 e i 3mila euro. Per ricapitolare, le pensioni  che superano da tre a quattro volte il trattamento minimo previsto dall’Inps riceveranno il 95% della rivalutazione, mentre gli assegni fino a cinque volte subiranno un aumento del 75%.

Aumento del valore delle pensioni dal 2018, ecco cosa cambierà

La crescita del valore delle pensioni comporterà alcune modifiche anche su altre prestazioni erogati dall’Inps, tra cui le pensioni minime e di reversibilità. L’assegno sociale, in particolare, passerà da 448,07 a 453 euro al mese, mentre il trattamento minimo arriverà da 501,89 a 507,41 euro mensili. L’aumento degli assegni sarà proporzionalmente minore al crescere dell’importo delle pensioni. E, tuttavia, l’adeguamento continuerà ad essere applicato per fasce complessive di importo e non per scaglioni, che potrebbe rappresentare, ancora una volta, un danno per i pensionati.