Quello che non ti dicono dei casinò su internet

Quello che non ti dicono dei casinò su internet

Il gioco online ha assunto proporzioni inimmaginabili fino a qualche anno fa. Senza dubbio a trainare il settore sono i casinò online, le sale virtuali accessibili tramite internet attualmente fin troppo pubblicizzate. Ma quali sono gli aspetti più taciuti dell’azzardo sul web?

Divertimento, bonus, promozioni, vincite. Sono questi i termini che più si sentono nominare negli ormai diffusissimi spot pubblicitari relativi ai casinò online. Facce sorridenti e testimonial d’eccezione rappresentano il “leitmotiv” del marketing associato all’azzardo su internet, dando l’idea che il massimo del divertimento sia solo a qualche click di distanza. Tutto questo, però, distoglie l’attenzione da alcuni aspetti davvero importanti per chi scommette il proprio denaro, relegati a note a piè di pagina sui portali dei concessionari. Note che, molto frequentemente, i giocatori tendono ad ignorare perché più interessati alle enormi cifre pubblicizzate come bonus.

Non tutti i casinò sono uguali, non tutte le condizioni sono le stesse

A guardarli, i casinò online sembrano tutti uguali, ad esclusione della cosiddetta “offerta di benvenuto” e del tipo di giochi disponibili: un’offerta che colonizza gran parte della pagina e a seguire una lunga lista di giochi e soprattutto di slot machine. La scelta degli utenti viene influenzata spesso da una o entrambe queste caratteristiche. Eppure, sono molti gli aspetti che cambiano tra un operatore e l’altro.

L’illusione della “vincita facile” creata dalla pubblicità e dalle “incredibli” offerte può essere molto ridimensionata andando a guardare le percentuali di restituzione in vincite ai giocatori, un particolare parametro che gli operatori devono pubblicare sulle pagine dei propri siti web per essere a norma con la regolamentazione italiana. Questo parametro, noto anche come payout, mette in evidenza quello che è il reale margine di vincita del banco. Basta poco per rendersi conto che, nella stragrande maggioranza dei casi, è la casa ad avere le maggiori chances di vittoria. Questo particolare argomento è stato trattato anche da un portale più orientato al settore del gioco online, in un articolo che spiega come scegliere un casinò in base al payout dei giochi.

Che dire poi delle vantaggiose promozioni offerte a tutti i nuovi iscritti? Beh, intanto che spesso non sono poi così vantaggiose come può sembrare. Quando si accetta una promozione si firma un contratto e, di conseguenza, si accettano tutte le condizioni previste. E’ vero che queste condizioni sono liberamente consultabili nei regolamenti dei vari casinò, ma la terminologia utilizzata può mettere in seria difficoltà chi non conosce il settore del gioco. Requisiti di sblocco, livello di contribuzione dei giochi e limitazioni varie ed eventuali rappresentano l’equivalente del “politichese” applicato al gioco d’azzardo. Anche se non si tratta di una trovata architettata per confondere i giocatori, la maggior parte degli operatori non fa niente per semplificare la comprensione di questi termini o per mettere in luce questi particolari aspetti del regolamento, preferendo ovviamente puntare i riflettori su ciò che può attirare il maggior numero possibile di potenziali scommettitori.

Tutta questa pubblicità non sarà un po’ troppa?

Nonostante le limitazioni imposte alla pubblicità relativa al gioco d’azzardo è evidente come la maggior parte degli spot pubblicitari trasmessi in orari serali e notturni sia relativa a casinò e scommesse, soprattutto durante gli eventi sportivi.

L’insistenza con cui gli operatori di gioco online si propongono all’utenza italiana, proponendo bonus in denaro, divertimento assicurato e massima sicurezza, rischia di trasformare la percezione del gioco d’azzardo da attività che espone a rischi economici e salutari a ad un semplice e divertente hobby.

La storia insegna che il proibizionismo non è la soluzione migliore. Ma una frase buttata lì, quasi con noncuranza, che afferma che “il gioco può creare dipendenza ed è riservato ai maggiori di 18 anni” forse non è abbastanza. Troppa pubblicità e troppi aspetti taciuti. Ma del resto non è quello che accade sempre quando si vuole vendere qualcosa alle persone?