Rischi della dieta low carb, cosa succede se azzeriamo i carboidrati

Rischi della dieta low carb, cosa succede se azzeriamo i carboidrati

La dieta low carb consiste nell’assunzione minima o inesistente dei carboidrati semplici e complessi. Molto diffusa anche nel nostro paese nonostante la tradizione mediterranea che non li esclude, li valorizza. Ma cosa succede al nostro organismo se limitiamo la loro assunzione?

Seguire un regime alimentare che esclude alcuni alimenti comporta delle conseguenze. E’ bene sapere quali potrebbero essere e associare determinati sintomi o sensazioni al tipo di dieta che si sta seguendo. La dieta low carb elimina tutti quegli alimenti che contengono carboidrati. Pane, pasta e tante delizie della cucina italiana ma anche altri innumerevoli pietanze che vengono dimenticate per perdere peso e ritrovare la linea ma a quale costo?

Rischi della dieta low carb, cosa succede se azzeriamo i carboidrati

La dieta low carb riduce rapidamente il peso corporeo. Questo è dato dalla perdita di liquidi e non del grasso in eccesso. Un primo passo entusiasmante ma non un incipit risolutivo per ritrovare la forma in salute. Limitare i carboidrati comporta altre conseguenze.

Queste sostanze sono la benzina del nostro corpo, una fonte di energia necessaria anche per il cervello. Azzerando la loro assunzione si potrebbero manifestare stanchezza e debolezza. Il corpo è meno reattivo e calano le prestazioni. Anche la nostra prontezza mentale potrebbe risentirne. Il professor Pietro Migliaccio, nutrizionista presidente emerito della Società Italiana di Scienza dell’Alimentazione (S.I.S.A.) ci spiega: “I carboidrati sono energia subito disponibile che brucia i grassi e le proteine. Altre vie metaboliche sono più lunghe e affaticano l’organismo, per questo le nostre prestazioni calano. I carboidrati sono la fonte di energia primaria del corpo. Aiutano e “spingono” tutti i tipi di esercizio, sia di resistenza che di potenza: se tagliate i carboidrati la vostra energia diminuirà“. Da non trascurare è l’aspetto legato alla qualità del sonno la quale peggiora il senso di stanchezza rendendolo molto simile ad uno stato influenzale.

La riduzione di carboidrati nella dieta quotidiana si manifesta anche nell’umore. Molte persone recepiscono uno stato di inquietudine e in alcuni casi di malinconia. La causa è riconducibile alla mancanza dei carboidrati semplici o complessi. Questi hanno la capacità di indurre la sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore responsabile della pace interiore e del benessere mentale. La loro esclusione comporta anche una sensazione di appetito costante e se non prestiamo attenzione, tenderemo a mangiare di più nonostante la dieta.

Nella giusta quantità i carboidrati sono degli alleati della salute e limitano il rischio di sviluppare alcune patologie. I cereali integrali per esempio sono alimenti preziosi che agiscono come uno scudo difensivo per il benessere del nostro organismo. Equilibrano l’intestino e la regolarità perchè ricchi di fibre. Migliorano i livelli di colesterolo nel sangue e riducono il rischio di malattie cardiache, ictus, obesità e diabete di tipo 2. Come sottolinea il professor Migliaccio: “Anziché rinunciare ai carboidrati in toto, però, basterebbe optare per quelli integrali. Questi alimenti hanno un assorbimento più lento ed evitano che i livelli di zucchero nel sangue siano soggetti a questi picchi“.

Gli esperti raccomandano di non azzerare l’assunzione di carboidrati. Il loro apporto calorico all’interno della dieta giornaliera dovrebbe variare dal 45 al 60%. Buona abitudine è prediligere i cereali integrali senza eliminare i raffinati: assumere troppa fibra potrebbe impedire l’assorbimento dei sali minerali necessari per la salute del nostro organismo.

  • zambrocca .

    “La dieta low carb riduce rapidamente il peso corporeo. Questo è dato dalla perdita di liquidi e non del grasso in eccesso.” …ma è proprio sicura di quello che afferma? quali e quanti studi scientifici ha letto? mi faccia e si faccia un favore….si aggiorni (su google scholar e pub med oltre che research gate) e poi riscriva l’articolo. grazie.