Roma, la notte degli U2

Roma, la notte degli U2

In 60.000 all’Olimpico per celebrare i 30 anni dall’uscita del leggendario album The Joshua Three insieme a Noel Gallagher e agli U2

Bono Vox: “La differenza tra questi concerti e gli altri? Il pubblico italiano; unico”

La festa dell’Olimpico

In 60.000 all’Olimpico in fila sin dalla mattina, tra mille controlli, per assistere al gran concerto degli U2 in occasione dei 30 anni del loro leggendario album The Joshua tree. “È incredibile pensare che ci sono voluti 35 anni per diventare la band che volevamo essere “, ha detto Bono Vox, “abbiamo nel cassetto materiale davvero epico. L’esperienza ci ha insegnato, infatti, a lasciarci prendere completamente dal momento che stiamo vivendo, rispettare il divertimento e non lasciarci sfuggire la gioia”. Gli U2 sul palco hanno dimostrato però di non sentirli affatto i loro 30 anni. Basti pensare alla loro epica entrata in scena sulle mitiche note di Sunday Bloody Sunday

Il concerto degli U2

Dopo Sunday Bloody Sunday gli U2 hanno eseguito molti loro sucessi pre e post Joshua Three oltre che le canzoni di questo indimenticabile album. Non sono mancate perciò canzoni come One, Whitout or With you e Pride ( In the name of love) . “Il pubblico è italiano è unico “, ha ditto Bono Vox. Come del resto è stato unico questo tour con cui è stato possibile riascoltare pezzi adatti alla nostra situazione mondiale attuale. Basta pensare al momento in cui è stata suonata Exit con la proiezione di uno spezzone di Trackdown, un telefilm Cbs del ’57 in cui il piano per costruire un muro anti migranti di un certo Walter Trump veniva smascherato. Su questa scia gli U2 preparano il loro nuovo album Songs of experience sequel di Songs of innocence in cui ci saranno Red flag day e Summer of love, due canzoni dedicate alla crisi dei migranti