Saronno, sviluppi scioccanti sulle morti in ospedale.

Saronno, sviluppi scioccanti sulle morti in ospedale.

L’inchiesta sulle morti dell’ospedale di Saronno ha assunto contorni aberranti e coinvolgerebbe altre persone, oltre a Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni.

Saronno, “Ora l’angelo della morte dispiega le sue ali”, si vantava Cazzaniga

Gli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria

Le morti causate dai due amanti, l’anestesista Leonardo Cazzaniga e l’infermiera Laura Taroni, potrebbero salire di numero. Ieri abbiamo riportato che gli anni in esame erano  il 2012 e il 2013, ma sembra che la Procura di Busto Arsizio abbia allargato l’indagine anche agli anni precedenti. Si parla di circa cinquanta decessi di cui  ad oggi 5 sembrerebbero sicuramente addebitabili al “protocollo Cazzaniga”, fra i quali quello del marito e della madre dell’infermiera Massimo Guerra e Maria Rita Clerici. Intanto sale il numero degli indagati ovvero di coloro che in qualche modo erano preposti ai compiti di verifica e controllo del medico anestesista. Sarebbero circa quindici le persone indagate per favoreggiamento, omissione di denuncia e falso ideologico. Fra queste, Nicola Scoppetta, primario del reparto, i direttori sanitari dell’epoca e i membri di una Commissione interna che, nominata per far luce sui sospetti delle morti, non rilevò alcunché di anomalo. La Regione Lombardia ha avviato un’inchiesta sulla vicenda.

Le deliranti frasi degli amanti

 Sembra di assistere a “un film horror” che mano a mano, fotogramma su fotogramma, ti delinea il profilo psicopatico dei protagonisti. Invece è tutto reale, tutto effettivamente accaduto. Per il  dottore Cazzaniga  far morire una persona era una questione di normale amministrazione. “Questo è un paziente perfetto da sottoporre al mio protocollo“, soleva dire. Non solo, egli rassicura la sua amante per il marito e la madre che dopo il decesso erano stati cremati : “a me che ca..o me ne frega, mi vengono a dire qualcosa? Tanto i corpi sono bruciati“.  “Ogni tanto ho questa voglia di uccidere qualcuno, ne ho bisogno“, dice  la Taroni a Cazzaniga, secondo la ricostruzione di ‘Chi l’havisto?‘  “Ne hai parlato con la psichiatra?” le risponde il medico “Sì, sì – precisa la donna – ma di me ha detto: ‘però non lo fa‘”. “Ma lei non lo sa che l’hai fatto“.

Le conversazioni di Laura Taroni con il figlio

L’ infermiera stravolta dal suo desiderio di morte  propone al Cazzaniga di “uccidere anche i bambini“. Poi,  ignorando di essere intercettata, spiega al figlio  undicenne  che “L’omicidio deve essere una cosa per cui non ti scoprono, se ti scoprono e vai in galera perdi anche la casa. L’omicidio perfetto è l’omicidio farmacologico…“. Un’aberrazione indicibile!