Tragedia nella Solfatara di Pozzuoli: famiglia inghiottita dal terreno e uccisa dai gas, unico superstite il piccolo Alessio

Tragedia nella Solfatara di Pozzuoli: famiglia inghiottita dal terreno e uccisa dai gas, unico superstite il piccolo Alessio

Un’intera famiglia di Meolo, paesino in provincia di Venezia, ha perso la vita all’interno della Solfatara di Pozzuoli. Unico superstite, il piccolo Alessio, scappato via in lacrime per chiedere aiuto

Originari di Meolo, piccolo paese in provincia di Venezia, Tiziana Zaramella, 42 anni, Massimiliano Carrer, 45 anni, e i due figli Lorenzo, 11 anni, e Alessio, 7 anni,  stavano trascorrendo il loro ultimo giorno di vacanza in Campania. Impegnata a visitare la Solfatara di Pozzuoli, la famiglia sarebbe stata inghiottita dal terreno, cadendo in una voragine profonda tre metri. Secondo una prima ricostruzione, il figlio più grande della coppia si sarebbe nei avvicinato troppo ad un’aria a rischio, segnalata e delimitata da una staccionata, finendo in una zona di terreno friabile. Per salvare il figlio, probabilmente svenuto per le esalazioni di gas, il padre sarebbe stato risucchiato nella voragine insieme alla moglie che tentava aiutarlo. A richiamare l’attenzione di alcuni turisti presenti nella solfatara sarebbe stato il piccolo Alessio, di soli 7 anni, dopo aver visto il fratellino e i genitori risucchiati dal fango bollente in una voragine profonda tre metri. Immediato l’intervento delle squadre di emergenza allertate dalla direzione alle 12:07. Vigili del fuoco, sanitari del 118 e forze dell’ordine però, purtroppo, hanno potuto  solo far allontanare i turisti che affollavano il sito e recuperare i corpi delle vittime.

La Solfatara di Pozzuoli

Situata a circa tre chilometri dal centre della città di Pozzuoli, la Solfatara è uno dei quaranta vulcani che costituiscono i Campi Flegrei. La zona del vulcano, ancora attivo, è costantemente monitorata dall’Ingv per la sismicità e per la composizione delle fumarole e dei potenti flussi di gas. Secondo quanto spiegato dal vulcanologo dell’Osservatorio vesuviano Giuseppe Mastrolorenzo, accorso per un sopralluogo dopo aver saputo della tragedia, i gas presenti nella zona non avrebbero mai comportato pericolo per i visitatori proprio perché dispersi all’aperto. Non si può dire lo stesso dell’anidride carbonica presente sotto la superficie del terreno. “Ce n’è un’alta concentrazione, a volte con sacche sature, presumo come quella dove è caduta la famiglia. Una concentrazione del dieci per cento fa perdere i sensi. Poi si muore, questione di minuti“, ha spiegato il vulcanologo.

Tragedia nella Solfatara di Pozzuoli: il piccolo Alessio chiede della sua famiglia

La mia famiglia è in ospedale, vero? Li stanno curando, quando li potrò vedere?“. La nonna del bambino, che viveva con lui nel casolare appena ristrutturato dal papà architetto, è in viaggio per raggiungere il piccolo insieme agli zii materni e ai nonni paterni. Immediatamente soccorso dai servizi sociali e supportato da due psicologhe, ora il piccolo dovrà fare i conti con la terribile tragedia che ha colpito la sua famiglia.

Photo Credits: www.ilmattino.it