Stupro di Firenze, nessuna verità per il momento

Stupro di Firenze, nessuna verità per il momento

Costa, il secondo carabiniere accusato di stupro a Firenze, ha reso a i giudici una confessione identica a quella del primo

Firenze, il carabiniere Costa : “Lei insisteva, ho ceduto”

Le parole del carabiniere Costa

Ho fatto un errore  ma non ho violentato nessuno. Lei era d’accordo, anzi per dire tutta la verità, tutte e due erano d’accordo. Sono state loro a insistere per farci salire a casa”, ha detto Pietro Costa,il secondo carabiniere indagato insieme al capopatuttuglia Marco Camuffo . Una testimonianza fotocopia volta a far ricadere la colpa sulle ragazze. “È considerato da tutti un bel ragazzo, non avrebbe avuto bisogno di violentare una donna”, fanno sapere persone vicino a Costa che incredibilmente non si sarebbe  accorto come la peruviana con cui ha avuto rapporti sessuali fosse ubriaca e avesse fatto uso di hashish. Resta inoltra da spiegare il buco di due ore dell’arrivo delll’auto nel locale di Firenze dove c’èera la presunta rissa alla ricomparsa dell’auto alle 4 per effettuare un presunto posto di blocco

Le accuse contro i due carabinieri

Camuffo e Costa per l’accusa hanno operato con “fini diversi da quelli iestituzionali, e non consentiti” e hanno inoltre” fatto accedere sull’auto di servizio due civili non autorizzate e hanno mostrato di violare ambiti di competenza di altre polizie”. Dura la ministra Pinotti contro i due carabinieri che rischiano la radiazione: “sono state commesse cose gravissime, contro le regole e contro l’etica dei carabinieri. Non posso anticipare l’esito della commissione interna – ha affermato – il primo atto è stata la sospensione, ma penso si debba andare oltre”. Non sarà facile però portare avanti le accuse senza un analisi delle divise dei due a quelsto punto resa inuti ile dal ritardo generato dal racconto confuso delle due ragazze che inn fizialmente non avevano ben fatto intendere la gravità dei fati presuntamente commessi da Camuffo e Costa