I sussurri di Berlino

I sussurri di Berlino

Joe Brohl è un poliziotto dell’antiterrorismo.  Un grave errore burocratico che ha scatenato un terribile attentato sconvolgerà per sempre la sua vita

Le anime di Berlino

Era sveglio? Dormiva? Per uno con vent’anni di onorato servizio nell’aniterrorismo che importanza aveva. Era abituato al sangue e a questo genere di avvenimenti. Eppure per Joe Brohl quella notte sembrava non finire mai.  Quel giorno non  era stato come tutti gli altri e nemmeno i prossimi probabilmente lo sarebbero stati. Mezzo mercato di Natale di Berlino  era stato fatto a pezzi da un camion impazzito. Molte persone erano morte. Alcune erano probabilmente  accanto al suo letto a chiedersi ancora il perchè di tutto questo. Joe si girava e rigirava tra le coperte  ma non riuscivi a togliersi dalle orecchie i sussurri e le grida di chi le bombe avevano spazzato via. “Ero una semplice turista, volevo un boccale per la birra per mia madre “, gli diceva un giovane argentino. “Io volevo solo  svagarmi  prima di una dura riiunione di lavoro”, raccontava un vecchio imprenditore.”Io ero semplicemente li perché nel mio paese non c’è lavoro”, gli diceva una giovane italiana

Il rimorso di Joe

Joe avrebbe voluto consolare quelle anime in pena ma sentiva di dover loro qualcosa, si sentiva come se a premere l’acceleratore di quel camion che aveva per sempre cancellato e loro vite, fosse stato lui. Qualcosa non quadrava. E non erano le sue solite filosofiche considerazioni del tipo come è possibile che un uomo possa morire per un dio che non ti permette di bere nemmeno un goccio di whisky.  Si trattava di qualcosa di grave come un nome che ora gli schiacciava la testa come una grossa pressa di acciaio. “Amri,Amri”, ripeteva continuamente. Forse era solo il panico o stava semplicemente diventando troppo vecchio per il suo mestiere. Ia paura gli aveva però seccato troppo la gola per continuare a dormire. Perciò decise di farselo lui il goccio di whisky alla faccia di chi non poteva. Poi un sussulto ,come una grossa fitta al cuore, gli apri gli occhi. Lui lo aveva già visto il signor Amri proprio nelle carte sparse alla rinfusa sulla sua scrivania,gli ultimi rapporti che l’interpol aveva inviato a Berlino . Ma perché allora avevano smesso di sorvegliare l’uomo nero?  Si domandò Joe cadendo  sul pavimento con gli occhi sbarrati

Alba di lacrime

D’ un tratto la casa e le pareti sembravano soffocarlo. Joe  avrebbe voluto urlare ma non riusciva. Davanti a lui solo angoscia, paura e una moltitudine di mani che cercavano di portarlo via.”Lasciatemi, lasciatemi , andate via,  gli diceva Joe. Finchè improvvisamente non si scaraventò fuori dalla porta casa, fuori da quell’incubo. Dove andare ? Da bambino gli avevano parlato di quei preti italiani che aiutavano sempre le persone. Ma dove trovarne uno ora?Poi corse verso la vecchia chiesa del quartiere. Busso a perdifiato finchè si apri una piccola porticina. Joe corse ad abbracciare il piccolo uomo che si trovò di fronte,quasi come se fosse la prima pietra oltre un fronte di guerra, abbandonandosi a lacrime fredde e  amare confessioni. In quell’istante un tiepido sole rischiarò lentamente il suo volto mettendo fine a quella che sembrava una notte infinita.