Tiziano Ferro, un 2018 all’insegna della scrittura e dei suoi sogni

Tiziano Ferro, un 2018 all’insegna della scrittura e dei suoi sogni

Tiziano Ferro torna sulla scena con un nuovo album, ma nel 2018 non ci saranno live e sogna un programma tv e un album di cover che tuttavia spera di non fare mai

Il mestiere della vita – Urban vs Acoustic” è il nuovo album di Tiziano Ferro, per l’artista sarà un 2018 all’insegna della scrittura e si confessa: “Se non fosse stato per questo mestiere, chissà come e dove sarei finito. Sicuramente sarei andato verso il peggio

Un nuovo disco

Tiziano Ferro e un nuovo disco “Il mestiere della vita – Urban vs Acoustic”. Un repack dell’ultimo album per il celebre artista che in un’intervista confessa: “Se non fosse stato per questo mestiere, chissà come e dove sarei finito. Sicuramente sarei andato verso il peggio. E non mi riferisco necessariamente all’ipotesi che avrei potuto trasformarmi in un delinquente: la morte civile e morale si nasconde dietro tante maschere. Io ad esempio sono un perfezionista e questo lato del mio carattere mi spinge ad isolarmi. E da qui alla depressione o alla misantropia il passo è breve. Quindi sì, la musica per me ha fatto miracoli.” Progetti per il 2018? Niente live e tanta scrittura: “Il 2018 è un anno dedicato alla scrittura per l’album che dovrebbe poi uscire nel 2019. È un processo che vivo da isolato. Sarò fermo anche con i live.

Due sogni nel cassetto

Il cantante ha due sogni nel cassetto: un programma tv e un album di cover: “Mi piacerebbe moltissimo un programma tutto mio, ma sto aspettando che qualcuno mi proponga il progetto giusto. Un album di cover? Non si sa mai nella vita, anche se spero di non crollare mai in quella trappola.” Il suo attaccamento alla religione è sempre molto forte: “Quello che non riesco a fare lo consegno a Dio. Mi capita spesso di svegliarmi la mattina e di chiedergli di guidare le mie scelte. Sono stato fortunato perché ho sempre incontrato preti e insegnanti di religione che esaltavano l’importanza della misericordia facendomi apparire Dio non come un giudice severo e inflessibile, ma come un’entità con la quale dialogare serenamente.