Turismo fobia, quando il turista non è più il benvenuto. Casi di malcontento in tutta Europa

Turismo fobia, quando il turista non è più il benvenuto. Casi di malcontento in tutta Europa

Sono sempre più numerosi i casi di “turismo fobia”. Una controtendenza del periodo vacanziero che sta crescendo in tante città d’Europa

Il turismo, un pilastro dell’economia di tanti paesi mostra il suo lato più “umano”, il malcontento dei residenti. Perché sarà anche vero che il turismo è un indotto economico salvifico, soprattutto per il PIL di alcune nazioni, ma altrettanto vera è la convivenza forzata con un “ospite” non sempre attento e rispettoso. Si parla di “turismo fobia” in varie città europee, a documentare e raccontare questo fenomeno è stato il quotidiano inglese Guardian.

Turismo fobia, quando il turista non è più il benvenuto

Un malcontento che in alcune zone è sfociato addirittura in atti vandalici a opera di giovani attivisti “anti-turisti”. In questi giorni ha fatto discutere il caso di Barcellona. In Spagna il fenomeno è molto diffuso, il Guardian ha riportato sommosse anche a Maiorca, organizzate dal gruppo giovanile Arran. Si parla già di una grande marcia di attivisti contro il turismo prevista per il 17 di agosto a San Sebastian. Questa data non è casuale e cade proprio nel pieno della festa della cultura basca la “Settimana Grande”, durante la quale migliaia di turisti affollano la città. Il premier spagnolo Mariano Rajoy ha dato un’interpretazione di questo movimento: “Il modello odierno di turismo espelle la gente dai propri quartieri e colpisce l’ambiente“.

In questi casi l’offerta turistica non viene vissuta come opportunità di crescita economica ma come svilimento della vita quotidiana dei residenti. Dalla Spagna all’Italia ma anche altre numerose città europee. Nella maggior parte dei casi si tratta di situazioni al limite dove vengono messe a dura prova la qualità della vita dei residenti. Questi movimenti sono l’apice di una convivenza forzata anche se redditizia, realtà fortunate perché sostenute da un reddito assicurato ma al contempo scomode, soprattutto quando si ha a che fare con l’incuria e l’inciviltà di alcuni turisti. Le sommosse non possono che essere controproducenti e quindi si incoraggiano i turisti ad allargare il giro delle destinazioni, a non puntare solo alle mete più note ma scegliere anche quelle minori. Si possono inoltre diversificare le attività proposte, ampliare la stagione. Delle alternative ragionate possono essere più strategiche di quelle rumorose.

Foto: graffito antituristi ad Oviedo, Spagna.